Elly Schlein decide di non usare mezze misure: « Meloni parlava come Vannacci ». E Vannacci? «Si faccia una passeggiata a Dongo per vedere come è finito il fascismo». La segretaria del Partito democratico è pronta per «la campagna elettorale che la premier ha aperto anzitempo ». Schlein sarà a Cernobbio e ieri è stata all’« Altra Cernobbio ». Lo ha fatto anche l’anno scorso. Adesso ripete lo schema. Elezioni anticipate? La data del voto «spetta al capo dello Stato» . Ma è più che pronta. «Per noi prima è meglio è, non abbiamo problemi», dice ai suoi. Certo per la leader dem più rapida è la strada che porta al voto meno il tempo per le imboscate dei compagni di strada . Ma non è questo che le interessa in queste ore. Piuttosto è una proposta quella che fa . Precisa, tranquilla. La butta là. Meloni sarà in grado di venirle dietro? E i suoi alleati? « Noi proponiamo cose, loro sperano in una legge elettorale per non perdere ». Dunque, la proposta: «A giugno — spiega Schlein — la Commissione europea ha previsto per gli Stati membri la possibilità di usare fino allo 0,6 per cento del Pil in tre anni , in deroga ai vincoli di bilancio, per investimenti che accelerino la transizione energetica e ci liberino dalla dipendenza dai combustibili fossili. È una finestra temporanea da usare al meglio per costruire soluzioni durature, capaci di cambiare davvero il modello energetico del Paese e la vita delle persone». E quindi? «Il primo intervento — risponde la segretaria pd — è lo stanziamento di 2 miliardi per raddoppiare la dotazione di risorse del Conto Termico, il contributo a fondo perduto a favore dei privati, delle pubbliche amministrazioni e del terzo settore per la sostituzione degli impianti di climatizzazione a combustibili fossili con pompe di calore elettriche. Aiuterebbe a ridurre la povertà energetica che colpisce il 9% delle famiglie italiane». E poi? «La seconda proposta è ampliare di 3 miliardi le risorse destinate dal Piano Casa per l’Edilizia Residenziale Pubblica (Erp), consentendo la riqualificazione energetica di 100 mila case popolari, dove vivono le famiglie più esposte al caro bollette, spesso costrette a scegliere tra riscaldare la casa e pagare le altre spese». Mancano gli stanziamenti però... «Prevediamo di stanziare 4 miliardi per incentivare le imprese nell’elettrificazione dei processi industriali a bassa e media temperatura, aiutandole a ridurre i consumi di gas naturale (e sostenendo la filiera delle pompe di calore industriali, di cui l’Italia è il primo produttore in Europa)». «La quarta misura — ancora Schlein — è quella di prevedere 3 miliardi per rifinanziare il Fondo unico per il potenziamento delle reti metropolitane e del trasporto rapido di massa e per l’acquisto di autobus elettrici, con l’obiettivo di rendere il sistema di trasporto pubblico nelle nostre città più moderno e meno inquinante». Infine... Schlein non si ferma: «Quinta misura: 2 miliardi per l’efficientamento delle reti elettriche, lo sviluppo di sistemi di batteria e accumulo e delle colonnine di ricarica. Per sfruttare pienamente gli investimenti in eolico e fotovoltaico e per accelerare l’elettrificazione del parco auto». A queste misure, secondo Schlein, andrebbe associata immediatamente una riduzione della tassazione dell’energia elettrica , «perché è assurdo che sia tassata più del gas». «La nostra proposta — precisa lei — è ambiziosa ma pienamente fattibile, anche perché in molti casi fa leva su strumenti già esistenti. Per attuarla servono volontà politica e la capacità di guardare oltre l’emergenza. Mentre altri Paesi europei si muovono con una visione di lungo periodo, l’Italia rischia di restare ferma, con un governo che di clima non parla e di energia si occupa. Il tempo per cambiare rotta e proteggere davvero le famiglie e le imprese italiane c’è ancora, ma bisogna fare in fretta e noi ci siamo». Di Meloni Schlein non vuole quasi parlare: «Ha fatto il solito spettacolino , di che parliamo a fare?», dice la segretaria del Partito democratico.
Crisi climatica, energia, trasporti: l’«agenda» di Schlein per la sfida al centrodestra
Elly Schlein decide di non usare mezze misure: « Meloni parlava come Vannacci ». E Vannacci? «Si faccia una passeggiata a Dongo per vedere come è finito il fascismo». La segretaria del Partito democratico è pronta per «la campagna elettorale che la premier ha aperto anzitempo ». Schlein sarà a Cernobbio e ieri è stata all’« Altra Cernobbio ». Lo ha fatto anche l’anno scorso. Adesso ripete lo schema. Elezioni anticipate? La data del voto «spetta al capo dello Stato» . Ma è più che pronta. «Per noi prima è meglio è, non abbiamo problemi», dice ai suoi. Certo per la leader dem più rapida è la strada che porta al voto meno il tempo per le imboscate dei compagni di strada . Ma non è questo che le interessa in queste ore. Piuttosto è una proposta quella che fa . Precisa, tranquilla. La butta là. Meloni sarà in grado di venirle dietro? E i suoi alleati? « Noi proponiamo cose, loro sperano in una legge elettorale per non perdere ». Dunque, la proposta: «A giugno — spiega Schlein — la Commissione europea ha previsto per gli Stati membri la possibilità di usare fino allo 0,6 per cento del Pil in tre anni , in deroga ai vincoli di bilancio, per investimenti che accelerino la transizione energetica e ci liberino dalla dipendenza dai combustibili fossili. È una finestra temporanea da usare al meglio per costruire soluzioni durature, capaci di cambiare davvero il modello energetico del Paese e la vita delle persone». E quindi? «Il primo intervento — risponde la segretaria pd — è lo stanziamento di 2 miliardi per raddoppiare la dotazione di risorse del Conto Termico, il contributo a fondo perduto a favore dei privati, delle pubbliche amministrazioni e del terzo settore per la sostituzione degli impianti di climatizzazione a combustibili fossili con pompe di calore elettriche. Aiuterebbe a ridurre la povertà energetica che colpisce il 9% delle famiglie italiane». E poi? «La seconda proposta è ampliare di 3 miliardi le risorse destinate dal Piano Casa per l’Edilizia Residenziale Pubblica (Erp), consentendo la riqualificazione energetica di 100 mila case popolari, dove vivono le famiglie più esposte al caro bollette, spesso costrette a scegliere tra riscaldare la casa e pagare le altre spese». Mancano gli stanziamenti però... «Prevediamo di stanziare 4 miliardi per incentivare le imprese nell’elettrificazione dei processi industriali a bassa e media temperatura, aiutandole a ridurre i consumi di gas naturale (e sostenendo la filiera delle pompe di calore industriali, di cui l’Italia è il primo produttore in Europa)». «La quarta misura — ancora Schlein — è quella di prevedere 3 miliardi per rifinanziare il Fondo unico per il potenziamento delle reti metropolitane e del trasporto rapido di massa e per l’acquisto di autobus elettrici, con l’obiettivo di rendere il sistema di trasporto pubblico nelle nostre città più moderno e meno inquinante». Infine... Schlein non si ferma: «Quinta misura: 2 miliardi per l’efficientamento delle reti elettriche, lo sviluppo di sistemi di batteria e accumulo e delle colonnine di ricarica. Per sfruttare pienamente gli investimenti in eolico e fotovoltaico e per accelerare l’elettrificazione del parco auto». A queste misure, secondo Schlein, andrebbe associata immediatamente una riduzione della tassazione dell’energia elettrica , «perché è assurdo che sia tassata più del gas». «La nostra proposta — precisa lei — è ambiziosa ma pienamente fattibile, anche perché in molti casi fa leva su strumenti già esistenti. Per attuarla servono volontà politica e la capacità di guardare oltre l’emergenza. Mentre altri Paesi europei si muovono con una visione di lungo periodo, l’Italia rischia di restare ferma, con un governo che di clima non parla e di energia si occupa. Il tempo per cambiare rotta e proteggere davvero le famiglie e le imprese italiane c’è ancora, ma bisogna fare in fretta e noi ci siamo». Di Meloni Schlein non vuole quasi parlare: «Ha fatto il solito spettacolino , di che parliamo a fare?», dice la segretaria del Partito democratico.

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