La saga sulla successione Agnelli si arricchisce di un nuovo capitolo. Oggi, 11 settembre, al Tribunale di Torino il gip Elena Di Maria ha escluso Margherita Agnelli come parte civile nel procedimento penale contro il figlio John Elkann per l'eredità dell'Avvocato . Margherita, assistita dall'avvocato Dario Trevisan , aveva chiesto il risarcimento di danni morali e d'immagine - pari a 1 milione e 300 mila euro - in relazione ai reati di truffa ai danni dello Stato e frode fiscale contestati al presidente di Exor. «Il giudice - spiega l'avvocato Paolo Siniscalchi , difensore di Elkann - ha stabilito che Margherita non ha nessun titolo per costituirsi parte civile nei confronti del figlio nel processo penale. Decisione condivisibile perché, come abbiamo sempre sostenuto, la Costituzione non può essere lo strumento per inserire in ambito penale insondabili rancori personali . C'è da chiedersi - insiste il legale - il motivo di un esposto per fatti di reato che non hanno causato nessun tipo di danno a chi ha fatto l'esposto».   Allo stesso tempo, però, la figlia dell'Avvocato è stata ammessa come parte civile nei confronti del notaio Remo Morone e dello storico commercialista Gianluca Ferrero : entrambi rispondono del reato di falso in relazione alla dichiarazione sull'assetto della società Semplice Dicembre - la cassaforte che consente ai maggiori figli di Margherita il controllo dell'impero di famiglia - trasmessa alla Camera di Commercio di Torino con 17 anni di ritardo e, secondo i pm, con due date non corrispondenti al vero. «Siamo soddisfatti di essere stati ammessi al procedimento sul falso, per cui è stata accolta l'eccezione di contestazione dell'aggravante - ha sottolineato l'avvocato Dario Trevisan -. In questa fase non abbiamo avuto ammissione per i reati contestati a John Elkann. In relazione a questi avevamo chiesto solo danni morali e d'immagine . Potremo richiederli in una seconda fase di questo processo e anche in sede civile, insieme con i danni patrimoniali . Quello che ci importa è che oggi rimane impregiudicato e fermo l'impianto accusatorio nei confronti degli imputati».   Il procedimento è noto e riguarda l’inchiesta — coordinata dal procuratore aggiunto Marco Gianoglio e dai sostituti Mario Bendoni e Giulia Marchetti — sull’eredità di Marella Caracciolo Agnelli , moglie dell’Avvocato, e la sua presunta residenza fittizia in Svizzera ideata — stando alla ricostruzione dei magistrati — per nascondere al fisco una rendita vitalizia milionaria e un patrimonio composto da Sicav lussemburghesi, trust offshore e opere d’arte per un valore di oltre un miliardo. John Elkann risponde dei reati di truffa aggravata ai danni dello Stato e frode fiscale.   Le presunte dichiarazioni infedeli sono inerenti ai redditi del 2018 e dei primi tre mesi del 2019, inizialmente oggetto di una richiesta di archiviazione. Il tutto, sostengono gli inquirenti, nella cornice di una presunta simulazione funzionale a far credere che la vedova Agnelli fosse residente in Svizzera: in questo modo sarebbe stata messa a segno un’evasione Irpef da 248,5 milioni e nascosta all’Agenzia delle Entrate una massa ereditaria (l’insieme dei beni della defunta) da 1 miliardo.  Dei reati di truffa e frode fiscale risponde anche il commercialista Gianluca Ferrero , al quale è contestato il reato di falso insieme con il notaio Remo Morone. Il gip oggi ha accolto la richiesta dei pubblici ministeri di inserire nel capo d'imputazione l'aggravante della pubblica fede.