Oltre che un sistema per riuscire a trovare casa e coinquilino «giusto» , è diventata una valvola di sfogo del disagio da «convivenze impossibili» per fuorisede a Milano . «Ciao, durante la Fashion Week, visto che i prezzi degli Airbnb e delle stanze erano alle stell e, un coinquilino ha pensato bene di affittare il terrazzo di casa. Ha montato una tenda sul terrazzo e ci ha fatto dormire una persona per tutta la durata dell’evento». Ai ragazzi di Mate, l’app creata da tre giovani studenti della Cattolica e della Bocconi per cercare il «convivente compatibile», arrivano messaggi simili praticamente ogni giorno. «Una ragazza ci ha raccontato che la sua coinquilina, studentessa di medicina, si esercitava a fare le suture utilizzando la frutta che trovava in casa. Un giorno è tornata e ha trovato la propria frutta piena di punti, ago e filo ».  Da quando è partito il progetto, raccontato dal Corriere lo scorso marzo, il sistema ideato e realizzato da Giada Casparri, Michele Scarinzi e Mattia Siri ha già passato la soglia dei 10mila iscritti , partendo da Milano per arrivare anche a Bologna, Firenze, Roma. L’idea è nata da una considerazione: « Quando si prende casa, sarebbe meglio sapere prima insieme a chi si va a stare ».   Scegliere l’alloggio partendo dal convivente, insomma, con un algoritmo che calcola la percentuale di compatibilità fa futuri coinquilini. Questo per evitare di trovarsi in mezzo a feste che si trascinano fino al mattino o situazioni come quelle del fotografo che, «senza avvisare gli altri abitanti della casa, aveva organizzato un casting direttamente in salotto », così che «il suo coinquilino si è svegliato, è uscito dalla camera e si è trovato davanti circa 15 persone in casa per un provino».   Su Mate è in corso una campagna di finanziamenti da 400mila euro , di cui 100mila già raccolti, e ha portato gli ideatori a vincere diverse competizioni, tra cui il World Student Pitch in Italia , che li ha portati fino alla finale mondiale a Tokyo.  Le loro pagine social raccontano un campionario di bizzarrie domestiche, dai calzini stesi sopra il piano cottura, allo scopino del wc infilato in lavastoviglie e altre. Sullo sfondo il tema della caroprezzi nel mercato degli alloggi universitari alla partenza del nuovo anno accademico. A Scalo di Porta Romana l’ex villaggio olimpico è stato riconvertito nell’arco di 4 mesi , per diventare il più grande studentato d’Italia. A nord di Milano - Sesto e Cinisello comuni strategici per la Bicocca - quello degli alloggi per studenti rappresenta un grosso affare immobiliare, con relative polemiche sollevate dagli schieramenti della sinistra locale, che parlano di prezzi che penalizzano le famiglie meno abbienti a favore di quelle privilegiate.