Non conoscerà, forse, la «gelatina da cava» ma, certamente, sa far esplodere una bomba. Le rivelazioni annunciate di Natalia Potenza, l’ex compagna argentina di Valter Lavitola, somigliano, ormai, a un tango serrato. Dice e non dice, parla e si nega, si avvicina per poi, improvvisamente, ritrarsi. E via così fino al casqué finale che arriverà — è probabile — con la convocazione in Procura. Il pm Edoardo De Santis è già stato contattato dal suo avvocato , il penalista Giuseppe Cavallaro, che cura, intanto, la sua reputazione: « Natalia parlerà di tutto, molte circostanze, molti dettagli », spiega con il sorriso di chi pregusta soddisfazione, smentendo fin d’ora Sigfrido Ranucci che nega l’ipotesi di una chat (segreta?) con l’amica Laura Cianfoni. Natalia, la quarantasettenne madre di due dei figli di Lavitola, citata marginalmente (finora) nelle carte dell’inchiesta, prepara la documentazione e intanto centellina le sue parole ai media. Nella richiesta di misure cautelari nei confronti del suo ex compagno , confluiscono brevissimi accenni al suo ruolo che però, alla luce del nuovo filone d’indagine sulle finanze di Lavitola , si prestano a una rivalutazione: «Si accertava — scrivono i magistrati dell’Antimafia capitolina — che in data 28.02.2025 a nome di Natalia Potenza, compagna di Valter Lavitola, risultava attivo un contratto di locazione agevolata per l’immobile sito a Roma in via Ambrogio Traversari dove la coppia vive con i figli minorenni ». Anche aspetti decisamente minori come questo dell’abitazione potrebbero entrare a far parte di ulteriori riscontri dei carabinieri. Il mandante del blitz esplosivo sembrerebbe suppergiù nullatenente, eppure, all’occorrenza in grado di gratificarsi con lussuosi safari. È un fatto che la signora condividesse, con lui, appartamento e affari. Lei era la vera titolare del Cefalù bistrot . Lei conosceva il perimetro del business africano delle mangrovie (carbon credit) oltre a Gomes Clesio Tavares . Lei stava accompagnando il faccendiere all’aeroporto di Fiumicino la sera delle perquisizioni, lo scorso 4 luglio. Ed era ancora lei, la f idanzata dei tempi passati quando Lavitola, a Buenos Aires, si sforzava di far perdere le proprie tracce, che sapeva ascoltare, comprendere, tacere. Ora, però, è venuto il momento di parlare. Un po’ rivalsa un po’ istinto di sopravvivenza il motore della decisione. Ma, in ogni caso, Potenza è pronta a colmare le molte lacune della versione di «Valterino». Lui, lessicalmente incontenibile, le anticipava come in una facile premonizione: « Natalia io non vorrei che se mi arrestano mercoledì (l’8 luglio, giorno in cui era fissato il primo interrogatorio in Procura, ndr) tu stai qua, hai capito che ti voglio dire? ». Un allarme che portava, naturalmente con sé, preoccupazioni di carattere economico-finanziario sulle quali, magari, Natalia potrà dire di più . Vi è certamente un effetto revanche. Non le avrà fatto piacere sapere che anche l’altra donna di «Valterino», l’estetista di origine brasiliana, fosse oggetto di analoghe confidenze circa il suo precario futuro. Duplice anche nelle relazioni sentimentali Valter illustrava all’estetista concetti assai simili: «La situazione può essere molto diversa. Possono esserci tutte le opzioni, che non verrò arrestato, molto difficile, speriamo, che Dio voglia ma è molto difficile che verrò arrestato per molto tempo . Anche molto difficile che sarò arrestato per medio tempo, per qualche anno, questa è molto facile. Mi stai ascoltando, amor?». Il loquacissimo imprenditore non sapeva dosare certi sostantivi e questo, oggi, potrebbe ritorcersi contro di lui.
I tradimenti, la casa, il ristorante: i pm sentiranno l'ex compagna di Lavitola che ora è pronta a «vendicarsi»
Non conoscerà, forse, la «gelatina da cava» ma, certamente, sa far esplodere una bomba. Le rivelazioni annunciate di Natalia Potenza, l’ex compagna argentina di Valter Lavitola, somigliano, ormai, a un tango serrato. Dice e non dice, parla e si nega, si avvicina per poi, improvvisamente, ritrarsi. E via così fino al casqué finale che arriverà — è probabile — con la convocazione in Procura. Il pm Edoardo De Santis è già stato contattato dal suo avvocato , il penalista Giuseppe Cavallaro, che cura, intanto, la sua reputazione: « Natalia parlerà di tutto, molte circostanze, molti dettagli », spiega con il sorriso di chi pregusta soddisfazione, smentendo fin d’ora Sigfrido Ranucci che nega l’ipotesi di una chat (segreta?) con l’amica Laura Cianfoni. Natalia, la quarantasettenne madre di due dei figli di Lavitola, citata marginalmente (finora) nelle carte dell’inchiesta, prepara la documentazione e intanto centellina le sue parole ai media. Nella richiesta di misure cautelari nei confronti del suo ex compagno , confluiscono brevissimi accenni al suo ruolo che però, alla luce del nuovo filone d’indagine sulle finanze di Lavitola , si prestano a una rivalutazione: «Si accertava — scrivono i magistrati dell’Antimafia capitolina — che in data 28.02.2025 a nome di Natalia Potenza, compagna di Valter Lavitola, risultava attivo un contratto di locazione agevolata per l’immobile sito a Roma in via Ambrogio Traversari dove la coppia vive con i figli minorenni ». Anche aspetti decisamente minori come questo dell’abitazione potrebbero entrare a far parte di ulteriori riscontri dei carabinieri. Il mandante del blitz esplosivo sembrerebbe suppergiù nullatenente, eppure, all’occorrenza in grado di gratificarsi con lussuosi safari. È un fatto che la signora condividesse, con lui, appartamento e affari. Lei era la vera titolare del Cefalù bistrot . Lei conosceva il perimetro del business africano delle mangrovie (carbon credit) oltre a Gomes Clesio Tavares . Lei stava accompagnando il faccendiere all’aeroporto di Fiumicino la sera delle perquisizioni, lo scorso 4 luglio. Ed era ancora lei, la f idanzata dei tempi passati quando Lavitola, a Buenos Aires, si sforzava di far perdere le proprie tracce, che sapeva ascoltare, comprendere, tacere. Ora, però, è venuto il momento di parlare. Un po’ rivalsa un po’ istinto di sopravvivenza il motore della decisione. Ma, in ogni caso, Potenza è pronta a colmare le molte lacune della versione di «Valterino». Lui, lessicalmente incontenibile, le anticipava come in una facile premonizione: « Natalia io non vorrei che se mi arrestano mercoledì (l’8 luglio, giorno in cui era fissato il primo interrogatorio in Procura, ndr) tu stai qua, hai capito che ti voglio dire? ». Un allarme che portava, naturalmente con sé, preoccupazioni di carattere economico-finanziario sulle quali, magari, Natalia potrà dire di più . Vi è certamente un effetto revanche. Non le avrà fatto piacere sapere che anche l’altra donna di «Valterino», l’estetista di origine brasiliana, fosse oggetto di analoghe confidenze circa il suo precario futuro. Duplice anche nelle relazioni sentimentali Valter illustrava all’estetista concetti assai simili: «La situazione può essere molto diversa. Possono esserci tutte le opzioni, che non verrò arrestato, molto difficile, speriamo, che Dio voglia ma è molto difficile che verrò arrestato per molto tempo . Anche molto difficile che sarò arrestato per medio tempo, per qualche anno, questa è molto facile. Mi stai ascoltando, amor?». Il loquacissimo imprenditore non sapeva dosare certi sostantivi e questo, oggi, potrebbe ritorcersi contro di lui.

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