Nash voleva semplicemente giocare con lui. Perché è un golden retriever, una razza decisamente docile e affabile. Perché è stato bene educato. Perché è bene socializzato e non ha paura delle persone. Inoltre non è territoriale. Insomma, decisamente non è proprio l'ideale come cane da guardia. Ne hanno avuto la prova i suoi proprietari, Dante Rowley e la sua fidanzata Stephanie Calderon , che nei giorni scorsi mentre si apprestavano a rientrare nella loro casa di San Diego dopo un viaggio a Chicago hanno ricevuto la notifica di un'intrusione nell'abitazione da parte del sistema di sorveglianza. Quando hanno guardato le immagini delle telecamere di sicurezza sono rimasti sbalorditi: il loro cane era andato incontro all'estraneo scodinzolando e con una palla in bocca , come a segnalare la disponibilità a giocare. Diciamo subito che l'epilogo della vicenda è stato l'intervento della polizia, subito allertata dalla coppia, che è riuscita ad immobilizzare l'intruso. Tuttavia, nei giorni seguenti, quando il video è diventato in qualche modo virale, rilanciato anche da diversi network tv, è rimasto aperto il dibattito sul perché il cane si sia comportato in quel modo e non abbia invece cercato di difendere la proprietà. Anche quando sono arrivati gli agenti la prima reazione di Nash è stata quella di avvicinarsi gioioso alla porta, sempre con la sua brava palla di gomma in bocca. Salvo poi farli passare, allontanandosi subito in giardino. Dipende dalla razza? Dipende dall'educazione ricevuta? Il New York Times ha provato ad interpellare alcuni esperti. E la risposta è che probabilmente si tratta una somma di entrambi i fattori, anche se va detto che ogni cane è un individuo che agisce sulla base del proprio carattere, delle esperienze di vita vissuta e, anche, delle motivazioni di razza, ovvero dei comportamenti innati specifici che rendono molto diverso un labrador da un rottweiler. Che in alcuni animali sono più accentuati che in altri. «Probabilmente il cane voleva qualcuno con cui giocare - ha commentato la dottoressa Katherine A. Houpt , professoressa emerita presso il College of Veterinary Medicine della Cornell University -. In quel momento il ladro era perfetto per questo ruolo. Parliamo di una razza spesso amichevole e, a quanto pare, i proprietari si sono assicurati che fosse socializzato con le persone». La sua interpretazione, dunque, è che quando c'è un nuovo soggetto in casa non sia visto a priori qualcuno di cattivo solo perché estraneo , «ma piuttosto qualcuno di divertente, un compagno di giochi». Non ne è convinto il dottor Carlo Siracusa , professore di comportamento clinico e benessere dei piccoli animali alla Facoltà di Medicina Veterinaria dell'Università della Pennsylvania. Il comportamento dell'animale, secondo lui, potrebbe anche denotare uno stato di stress . Da cosa lo deduce? Dal fatto che già in presenza dell'estraneo è stato a lungo sotto un tavolo, nascosto, ansimante prima di decidere di andargli incontro con la palla. E teneva con sé un giocattolo masticabile. Tutti segnali che potrebbero andare in quella direzione. Anche una coda che scodinzola, ha aggiunto, non significa automaticamente felicità e predisposizione al gioco, ma può essere segno di maggiore allerta e agitazione emotiva. Inoltre, secondo Siracusa, Nash, potrebbe semplicemente essersi avvicinato all'uomo perché si trovava vicino alla porta e il cane voleva uscire. Cosa che ha poi effettivamente fatto quando è arrivata la polizia, che diversamente dall'estraneo la porta l'ha aperta davvero. Il quotidiano newyorkese ha interpellato anche Marc Bekoff , professore emerito di ecologia e biologia evolutiva all'Università del Colorado e autore di diversi libri sull'etologia canina pubblicati anche in Italia. Bekoff tende a dare meno peso alla razza: « Si potrebbe addestrare anche un beagle a fare la guardia , tutto si riduce, come per gli esseri umani, all'educazione ricevuta fin da piccoli». Nessuna sorpresa per lui sul fatto che l'intruso sia stato accolto con un giocattolo: «Il mio doberman avrebbe fatto la stessa cosa» ha ammesso il professore. Che dopo avere visto il video ha promosso Nash su tutta la linea: «Quello che ho visto è un cane sano e socievole, che vuole solo giocare. Un vero tesoro». Parere decisamente condiviso dalla dottoressa Houpt: «È un cane amichevole e non fa alcun controllo pregiudiziale prima di interagire con le persone. Quindi, quello che sto cercando di dire è che abbiamo bisogno di più Nash». In realtà la pensa allo stesso modo anche il suo proprietario, nonostante la disavventura: «Onestamente, Nash è semplicemente amichevole, non è certo un cane da guardia, quindi quando ho visto la sua reazione, mi ha sorpreso che non fosse addirittura più eccitato. Di solito, quando vede persone nuove, corre verso di loro, salta addosso e non smette mai di stargli vicino». In questo caso si è un po' contenuto ma non si può non pensare ad alcuni avvisi che vengono esposti sulle porte di casa da proprietari di labardor, golden e simili proprio per sottolineare la bonarietà dei loro amici scondinzolanti: «Attenti al cane, potrebbe riempirvi di coccole». C'è mancato poco, ma il concetto resta questo. Ma del resto: perché scegliere un aggressivo cane da guardia anziché un membro affettuoso per la famiglia e gli ospiti quando la protezione della casa la si può affidare ad un valido sistema di sicurezza? La vicenda dei Rowley dimostra proprio questo.
Il cane di casa accoglie l'intruso con un gioco: perché ha agito così anziché cercare di allontanarlo? - Il video
Nash voleva semplicemente giocare con lui. Perché è un golden retriever, una razza decisamente docile e affabile. Perché è stato bene educato. Perché è bene socializzato e non ha paura delle persone. Inoltre non è territoriale. Insomma, decisamente non è proprio l'ideale come cane da guardia. Ne hanno avuto la prova i suoi proprietari, Dante Rowley e la sua fidanzata Stephanie Calderon , che nei giorni scorsi mentre si apprestavano a rientrare nella loro casa di San Diego dopo un viaggio a Chicago hanno ricevuto la notifica di un'intrusione nell'abitazione da parte del sistema di sorveglianza. Quando hanno guardato le immagini delle telecamere di sicurezza sono rimasti sbalorditi: il loro cane era andato incontro all'estraneo scodinzolando e con una palla in bocca , come a segnalare la disponibilità a giocare. Diciamo subito che l'epilogo della vicenda è stato l'intervento della polizia, subito allertata dalla coppia, che è riuscita ad immobilizzare l'intruso. Tuttavia, nei giorni seguenti, quando il video è diventato in qualche modo virale, rilanciato anche da diversi network tv, è rimasto aperto il dibattito sul perché il cane si sia comportato in quel modo e non abbia invece cercato di difendere la proprietà. Anche quando sono arrivati gli agenti la prima reazione di Nash è stata quella di avvicinarsi gioioso alla porta, sempre con la sua brava palla di gomma in bocca. Salvo poi farli passare, allontanandosi subito in giardino. Dipende dalla razza? Dipende dall'educazione ricevuta? Il New York Times ha provato ad interpellare alcuni esperti. E la risposta è che probabilmente si tratta una somma di entrambi i fattori, anche se va detto che ogni cane è un individuo che agisce sulla base del proprio carattere, delle esperienze di vita vissuta e, anche, delle motivazioni di razza, ovvero dei comportamenti innati specifici che rendono molto diverso un labrador da un rottweiler. Che in alcuni animali sono più accentuati che in altri. «Probabilmente il cane voleva qualcuno con cui giocare - ha commentato la dottoressa Katherine A. Houpt , professoressa emerita presso il College of Veterinary Medicine della Cornell University -. In quel momento il ladro era perfetto per questo ruolo. Parliamo di una razza spesso amichevole e, a quanto pare, i proprietari si sono assicurati che fosse socializzato con le persone». La sua interpretazione, dunque, è che quando c'è un nuovo soggetto in casa non sia visto a priori qualcuno di cattivo solo perché estraneo , «ma piuttosto qualcuno di divertente, un compagno di giochi». Non ne è convinto il dottor Carlo Siracusa , professore di comportamento clinico e benessere dei piccoli animali alla Facoltà di Medicina Veterinaria dell'Università della Pennsylvania. Il comportamento dell'animale, secondo lui, potrebbe anche denotare uno stato di stress . Da cosa lo deduce? Dal fatto che già in presenza dell'estraneo è stato a lungo sotto un tavolo, nascosto, ansimante prima di decidere di andargli incontro con la palla. E teneva con sé un giocattolo masticabile. Tutti segnali che potrebbero andare in quella direzione. Anche una coda che scodinzola, ha aggiunto, non significa automaticamente felicità e predisposizione al gioco, ma può essere segno di maggiore allerta e agitazione emotiva. Inoltre, secondo Siracusa, Nash, potrebbe semplicemente essersi avvicinato all'uomo perché si trovava vicino alla porta e il cane voleva uscire. Cosa che ha poi effettivamente fatto quando è arrivata la polizia, che diversamente dall'estraneo la porta l'ha aperta davvero. Il quotidiano newyorkese ha interpellato anche Marc Bekoff , professore emerito di ecologia e biologia evolutiva all'Università del Colorado e autore di diversi libri sull'etologia canina pubblicati anche in Italia. Bekoff tende a dare meno peso alla razza: « Si potrebbe addestrare anche un beagle a fare la guardia , tutto si riduce, come per gli esseri umani, all'educazione ricevuta fin da piccoli». Nessuna sorpresa per lui sul fatto che l'intruso sia stato accolto con un giocattolo: «Il mio doberman avrebbe fatto la stessa cosa» ha ammesso il professore. Che dopo avere visto il video ha promosso Nash su tutta la linea: «Quello che ho visto è un cane sano e socievole, che vuole solo giocare. Un vero tesoro». Parere decisamente condiviso dalla dottoressa Houpt: «È un cane amichevole e non fa alcun controllo pregiudiziale prima di interagire con le persone. Quindi, quello che sto cercando di dire è che abbiamo bisogno di più Nash». In realtà la pensa allo stesso modo anche il suo proprietario, nonostante la disavventura: «Onestamente, Nash è semplicemente amichevole, non è certo un cane da guardia, quindi quando ho visto la sua reazione, mi ha sorpreso che non fosse addirittura più eccitato. Di solito, quando vede persone nuove, corre verso di loro, salta addosso e non smette mai di stargli vicino». In questo caso si è un po' contenuto ma non si può non pensare ad alcuni avvisi che vengono esposti sulle porte di casa da proprietari di labardor, golden e simili proprio per sottolineare la bonarietà dei loro amici scondinzolanti: «Attenti al cane, potrebbe riempirvi di coccole». C'è mancato poco, ma il concetto resta questo. Ma del resto: perché scegliere un aggressivo cane da guardia anziché un membro affettuoso per la famiglia e gli ospiti quando la protezione della casa la si può affidare ad un valido sistema di sicurezza? La vicenda dei Rowley dimostra proprio questo.

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