La protesta dei commercianti di piazza Galluppi a Canosa di Puglia - il luogo scelto dal Comune per realizzare il cinema-museo intitolato a Lino Banfi - sta cambiando natura. I commercianti contestano la scelta dell'amministrazione comunale di realizzare nella «chiazz» la nuova struttura , perché questo toglierebbe spazio appunto alle loro attività. Ma non sono certo contrari all'idea di realizzare e dedicare un contenitore culturale al famoso attore pugliese , al quale hanno anche scritto una lettera nei giorni scorsi per convincere il sindaco Vito Malcangio a cambiare sede. Ma ora la protesta si sta progressivamente trasformando in una discussione più ampia sul futuro della piazza e, soprattutto, sul percorso attraverso il quale una scelta destinata a modificarne profondamente funzione e identità viene condivisa con chi in quello spazio continua a lavorare . Oggi una delegazione degli esercenti sarà ricevuta a Palazzo di Città. È il primo passaggio istituzionale dopo l’appello rivolto nei giorni scorsi a Banfi , al quale i commercianti avevano chiesto di intervenire perché il progetto a lui intitolato trovasse un’altra sede. Nel fine settimana la mobilitazione proseguirà con una raccolta firme attraverso la quale i promotori chiedono che sul destino di piazza Galluppi venga aperto un confronto più ampio con la città. È questo, ormai, il punto sul quale si concentra la contestazione. Non l’idea di restituire a Canosa una sala cinematografica, né l’intitolazione all’attore canosino, quanto la scelta della sede. Lino Banfi, chiamato direttamente in causa dalla loro lettera, non ha però assunto finora una posizione sulla collocazione del cinemuseo. Ha auspicato che si possa arrivare «a una soluzione condivisa», senza entrare nel merito della scelta compiuta dal Comune. A intervenire è stato, invece, il nipote del famoso attore, Riccardo Zagaria, che sui social ha precisato come l’iniziativa non sia partita dall’attore : «Non è stata una richiesta da parte sua, è stata una proposta fatta dal sindaco a lui». Zagaria ha quindi chiesto che lo zio venga tenuto fuori dalle «beghe politiche della città». Ma è proprio sul terreno politico che la vicenda si prepara ad approdare con maggiore evidenza. Domani i circoli cittadini di FdI e Gioventù Nazionale hanno convocato un incontro pubblico per illustrare il progetto, rispondere alle osservazioni e raccogliere contributi dei cittadini. L’appuntamento nella sede cittadina del partito. Una scelta che aggiunge un ulteriore elemento alla discussione. Se l’obiettivo dichiarato è aprire alla città il confronto su un intervento pubblico che riguarda uno spazio comunale, c’è chi si interroga sull’opportunità che quel confronto avvenga nella sede di un partito anziché a Palazzo di Città. È una domanda già affiorata nel dibattito che accompagna una vicenda nella quale, più dei nomi, cominciano ormai a pesare i luoghi e le procedure. Il cinemuseo resta il progetto attorno al quale tutto ruota. Ma il confronto a Canosa riguarda qualcosa di più: chi decide il futuro della «chiazz», con quale percorso e spazio riconosciuto a chi quella piazza la vive ogni giorno.
Il cinema-museo intitolato a Banfi e la polemica dei commercianti. La famiglia: «Lino fuori dalle beghe»
La protesta dei commercianti di piazza Galluppi a Canosa di Puglia - il luogo scelto dal Comune per realizzare il cinema-museo intitolato a Lino Banfi - sta cambiando natura. I commercianti contestano la scelta dell'amministrazione comunale di realizzare nella «chiazz» la nuova struttura , perché questo toglierebbe spazio appunto alle loro attività. Ma non sono certo contrari all'idea di realizzare e dedicare un contenitore culturale al famoso attore pugliese , al quale hanno anche scritto una lettera nei giorni scorsi per convincere il sindaco Vito Malcangio a cambiare sede. Ma ora la protesta si sta progressivamente trasformando in una discussione più ampia sul futuro della piazza e, soprattutto, sul percorso attraverso il quale una scelta destinata a modificarne profondamente funzione e identità viene condivisa con chi in quello spazio continua a lavorare . Oggi una delegazione degli esercenti sarà ricevuta a Palazzo di Città. È il primo passaggio istituzionale dopo l’appello rivolto nei giorni scorsi a Banfi , al quale i commercianti avevano chiesto di intervenire perché il progetto a lui intitolato trovasse un’altra sede. Nel fine settimana la mobilitazione proseguirà con una raccolta firme attraverso la quale i promotori chiedono che sul destino di piazza Galluppi venga aperto un confronto più ampio con la città. È questo, ormai, il punto sul quale si concentra la contestazione. Non l’idea di restituire a Canosa una sala cinematografica, né l’intitolazione all’attore canosino, quanto la scelta della sede. Lino Banfi, chiamato direttamente in causa dalla loro lettera, non ha però assunto finora una posizione sulla collocazione del cinemuseo. Ha auspicato che si possa arrivare «a una soluzione condivisa», senza entrare nel merito della scelta compiuta dal Comune. A intervenire è stato, invece, il nipote del famoso attore, Riccardo Zagaria, che sui social ha precisato come l’iniziativa non sia partita dall’attore : «Non è stata una richiesta da parte sua, è stata una proposta fatta dal sindaco a lui». Zagaria ha quindi chiesto che lo zio venga tenuto fuori dalle «beghe politiche della città». Ma è proprio sul terreno politico che la vicenda si prepara ad approdare con maggiore evidenza. Domani i circoli cittadini di FdI e Gioventù Nazionale hanno convocato un incontro pubblico per illustrare il progetto, rispondere alle osservazioni e raccogliere contributi dei cittadini. L’appuntamento nella sede cittadina del partito. Una scelta che aggiunge un ulteriore elemento alla discussione. Se l’obiettivo dichiarato è aprire alla città il confronto su un intervento pubblico che riguarda uno spazio comunale, c’è chi si interroga sull’opportunità che quel confronto avvenga nella sede di un partito anziché a Palazzo di Città. È una domanda già affiorata nel dibattito che accompagna una vicenda nella quale, più dei nomi, cominciano ormai a pesare i luoghi e le procedure. Il cinemuseo resta il progetto attorno al quale tutto ruota. Ma il confronto a Canosa riguarda qualcosa di più: chi decide il futuro della «chiazz», con quale percorso e spazio riconosciuto a chi quella piazza la vive ogni giorno.

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