Sono diverse le piste seguite dagli investigatori della squadra Mobile di Torino per chiarire che cosa si nasconda dietro alla morte e allo smembramento del cadavere di Fabio Colapietro, 39 anni . Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti c’è anche quella legata alla droga . Un elemento che potrebbe collegare tra loro le diverse persone coinvolte nella vicenda. La vittima, in passato, avrebbe avuto problemi legati al consumo di sostanze stupefacenti. Il corpo di Colapietro, fatto a pezzi e nascosto in sacchi neri e secchi riempiti con cemento a presa rapida, si trovava nel bagno della professoressa Nicole Formichetti . La donna, 47 anni e origini rietine, insegna italiano in una scuola media di Ciriè, nel Torinese. Eppure, per lei, la campanella a settembre non sarebbe suonata: avrebbe deciso di non iniziare l’anno per problemi personali . La 47enne vive in affitto nell’appartamento di via Gulli 46 dove giovedì sera, 24 settembre, sono intervenute le volanti. E proprio in quell’abitazione, secondo gli altri inquilini, ci sarebbe un costante via vai di persone . « Quella donna ha sempre una birra in mano , a tutte le ore del giorno e della notte – raccontano –. E in quell’alloggio si presentano sempre persone diverse». « Era magrissima », riferiscono i vicini ai giornalisti. Le frequentazioni dell’appartamento sono un altro degli aspetti al centro degli accertamenti. Non è chiaro se Colapietro sia stato ucciso in via Gulli 46 o vi sia stato portato in un secondo momento, così come non è ancora certa la data della morte. Per gli inquirenti non ci sarebbero invece dubbi sulle persone coinvolte nell’omicidio e nello smembramento del corpo. Il responsabile dell’uccisione sarebbe Matheus de Oliveira , italobrasiliano di 26 anni, fermato venerdì sera per omicidio e soppressione di cadavere . È stata proprio sua madre, giovedì, ad avvisare il 112, denunciando di fatto il figlio. L’abitazione della famiglia, in via Duino , è stata perquisita nella notte tra giovedì e venerdì. « Ho ucciso quell’uomo nel suo appartamento, è stata una rapina finita male », avrebbe provato a giustificarsi. Una versione al vaglio degli inquirenti, che hanno sottoposto a fermo Matheus de Oliveira , per omicidio, e altre due persone: la professoressa e Keith Butig, 22enne italo-filippina . Le accuse, nei confronti di queste ultime due, sono di favoreggiamento e concorso nella soppressione del cadavere della vittima . Il fermo è scattato anche per Keith Butig in quanto g li investigatori che l'avrebbero rintracciata già nella notte tra giovedì e venerdì ritengono che avrebbe partecipato alle operazioni per sopprimere il cadavere . Abiterebbe a Torino, anche lei in Borgo Vittoria , a pochi passi dall’abitazione della professoressa.
Il mistero del cadavere trovato nel bagno della prof Nicole Formichetti, la confessione del 26enne e la terza donna: cosa sappiamo sull’omicidio di Fabio Colapietro
Sono diverse le piste seguite dagli investigatori della squadra Mobile di Torino per chiarire che cosa si nasconda dietro alla morte e allo smembramento del cadavere di Fabio Colapietro, 39 anni . Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti c’è anche quella legata alla droga . Un elemento che potrebbe collegare tra loro le diverse persone coinvolte nella vicenda. La vittima, in passato, avrebbe avuto problemi legati al consumo di sostanze stupefacenti. Il corpo di Colapietro, fatto a pezzi e nascosto in sacchi neri e secchi riempiti con cemento a presa rapida, si trovava nel bagno della professoressa Nicole Formichetti . La donna, 47 anni e origini rietine, insegna italiano in una scuola media di Ciriè, nel Torinese. Eppure, per lei, la campanella a settembre non sarebbe suonata: avrebbe deciso di non iniziare l’anno per problemi personali . La 47enne vive in affitto nell’appartamento di via Gulli 46 dove giovedì sera, 24 settembre, sono intervenute le volanti. E proprio in quell’abitazione, secondo gli altri inquilini, ci sarebbe un costante via vai di persone . « Quella donna ha sempre una birra in mano , a tutte le ore del giorno e della notte – raccontano –. E in quell’alloggio si presentano sempre persone diverse». « Era magrissima », riferiscono i vicini ai giornalisti. Le frequentazioni dell’appartamento sono un altro degli aspetti al centro degli accertamenti. Non è chiaro se Colapietro sia stato ucciso in via Gulli 46 o vi sia stato portato in un secondo momento, così come non è ancora certa la data della morte. Per gli inquirenti non ci sarebbero invece dubbi sulle persone coinvolte nell’omicidio e nello smembramento del corpo. Il responsabile dell’uccisione sarebbe Matheus de Oliveira , italobrasiliano di 26 anni, fermato venerdì sera per omicidio e soppressione di cadavere . È stata proprio sua madre, giovedì, ad avvisare il 112, denunciando di fatto il figlio. L’abitazione della famiglia, in via Duino , è stata perquisita nella notte tra giovedì e venerdì. « Ho ucciso quell’uomo nel suo appartamento, è stata una rapina finita male », avrebbe provato a giustificarsi. Una versione al vaglio degli inquirenti, che hanno sottoposto a fermo Matheus de Oliveira , per omicidio, e altre due persone: la professoressa e Keith Butig, 22enne italo-filippina . Le accuse, nei confronti di queste ultime due, sono di favoreggiamento e concorso nella soppressione del cadavere della vittima . Il fermo è scattato anche per Keith Butig in quanto g li investigatori che l'avrebbero rintracciata già nella notte tra giovedì e venerdì ritengono che avrebbe partecipato alle operazioni per sopprimere il cadavere . Abiterebbe a Torino, anche lei in Borgo Vittoria , a pochi passi dall’abitazione della professoressa.

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