Riconquistare in tempo utile il simbolo del M5S da Giuseppe Conte è una ipotesi fantascientifica. Se anche Beppe Grillo incappasse in tempi record della giustizia, con tanto di sentenza a favorevole nella causa intentata all’ex premier, per lui sarebbe impossibile presentarsi alle prossime politiche con il simbolo del suo vecchio partito. Così il fondatore dei Cinque stelle, defenestrato dall’ex premier, si sussurra che stia lavorando per costruire una lista «a sinistra del Campo largo» , con l’obiettivo di erodere voti all’ipotetica alleanza M5S-Pd-Avs e Italia viva. Un piano diabolico, quello a cui starebbe lavorando «Beppe» , che detesta l’«Avvocato del popolo», reo di avergli strappato via la sua creatura. Prove? Per ora ci sono indizi, anche se importanti. Ieri ha cambiato lo stato su WhatsApp con un eloquente «Movimento Zero Stelle». Ma soprattutto il prossimo 21 settembre, Grillo tornerà in pista dopo mesi e mesi di silenzio. E lo farà con il botto, ospite della prima puntata della nuova stagione di «Pulp», il video-podcast condotto da Fedez e Mr Marra , che incassa milioni di clic via Youtube e raggiunge un pubblico difficilmente intercettabile dai media tradizionali. Il comico sceso in politica (e poi «licenziato» dalla stessa) punta a raggranellare i voti degli ortodossi grillini della prima ora. Operazione non facile, ma che potrebbe essere decisiva in una battaglia elettorale che si deciderà all’ultimo voto. Cosa abbia detto «Beppe» in quella registrazione è ancora sotto chiave a tripla mandata. Ma chi ha potuto visionare parte di questa sequenza spiega che «ci saranno grosse sorprese». Per capire meglio basterà attendere una settimana. Nel frattempo, però, alcuni sherpa impegnati nella partita a scacchi degli emendamenti mandano come un «pizzino» al medesimo Conte. Nell’ultima versione, la nuova legge elettorale prevede che un partito attualmente non presente in Parlamento con il proprio nome e simbolo debba raccogliere ben seimila firme a circoscrizione , il triplo rispetto alle duemila attuali. Tradotto: per nuove liste e partiti di piccola entità diventerebbe quasi impossibile presentarsi. Troppe le firme da raccogliere. E il messaggio che viene recapitato da alcuni esponenti del Pd a Conte suona più o meno così: «Giuseppe tu stai facendo una battaglia per abbassare il numero di firme e aiutare la lista civica di Alessandro Onorato – è la riflessione -. Ma fai attenzione, perché a quel punto rischieresti di fare un favore a Grillo : ti tireresti, insomma, la zappa sui piedi».
L’ultima tentazione di Grillo: fare una lista a sinistra del M5S per vendicarsi dell’«espulsione»
Riconquistare in tempo utile il simbolo del M5S da Giuseppe Conte è una ipotesi fantascientifica. Se anche Beppe Grillo incappasse in tempi record della giustizia, con tanto di sentenza a favorevole nella causa intentata all’ex premier, per lui sarebbe impossibile presentarsi alle prossime politiche con il simbolo del suo vecchio partito. Così il fondatore dei Cinque stelle, defenestrato dall’ex premier, si sussurra che stia lavorando per costruire una lista «a sinistra del Campo largo» , con l’obiettivo di erodere voti all’ipotetica alleanza M5S-Pd-Avs e Italia viva. Un piano diabolico, quello a cui starebbe lavorando «Beppe» , che detesta l’«Avvocato del popolo», reo di avergli strappato via la sua creatura. Prove? Per ora ci sono indizi, anche se importanti. Ieri ha cambiato lo stato su WhatsApp con un eloquente «Movimento Zero Stelle». Ma soprattutto il prossimo 21 settembre, Grillo tornerà in pista dopo mesi e mesi di silenzio. E lo farà con il botto, ospite della prima puntata della nuova stagione di «Pulp», il video-podcast condotto da Fedez e Mr Marra , che incassa milioni di clic via Youtube e raggiunge un pubblico difficilmente intercettabile dai media tradizionali. Il comico sceso in politica (e poi «licenziato» dalla stessa) punta a raggranellare i voti degli ortodossi grillini della prima ora. Operazione non facile, ma che potrebbe essere decisiva in una battaglia elettorale che si deciderà all’ultimo voto. Cosa abbia detto «Beppe» in quella registrazione è ancora sotto chiave a tripla mandata. Ma chi ha potuto visionare parte di questa sequenza spiega che «ci saranno grosse sorprese». Per capire meglio basterà attendere una settimana. Nel frattempo, però, alcuni sherpa impegnati nella partita a scacchi degli emendamenti mandano come un «pizzino» al medesimo Conte. Nell’ultima versione, la nuova legge elettorale prevede che un partito attualmente non presente in Parlamento con il proprio nome e simbolo debba raccogliere ben seimila firme a circoscrizione , il triplo rispetto alle duemila attuali. Tradotto: per nuove liste e partiti di piccola entità diventerebbe quasi impossibile presentarsi. Troppe le firme da raccogliere. E il messaggio che viene recapitato da alcuni esponenti del Pd a Conte suona più o meno così: «Giuseppe tu stai facendo una battaglia per abbassare il numero di firme e aiutare la lista civica di Alessandro Onorato – è la riflessione -. Ma fai attenzione, perché a quel punto rischieresti di fare un favore a Grillo : ti tireresti, insomma, la zappa sui piedi».

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