È il giorno dell’udienza per il ricorso (d’urgenza) contro la rimozione di Sigfrido Ranucci dalla conduzione di Report . Davanti alla giudice del lavoro, Donatella Casari, la Rai depositerà una memoria per rispondere agli addebiti formulati dal pool di avvocati del giornalista , guidati da Roberto De Vita . La difesa ha considerato insufficienti le spiegazioni date dall’azienda e politicamente discriminatorio il comportamento tenuto nei confronti del giornalista , inoltre ritiene non equivalenti le mansioni offertegli. La tesi finora sostenuta dall’azienda invece si baserebbe sul fatto che la «procedura di mutamento mansionistico» di Ranucci è espressione del diritto del datore di lavoro di procedere unilateralmente alla rimodulazione delle mansioni e dell’organizzazione del lavoro. E che ciò che va salvaguardata è l’equivalenza dell’inquadramento. Per tale motivo l’azienda ha rifiutato finora di fornire chiarimenti ulteriori.   La sentenza potrebbe andare dal reintegro immediato alla conduzione, al rientro nella redazione , dalla conferma della rimozione all’ indennizzo . «Non ho sensazioni in merito — ha detto ieri Ranucci — mi atterrò a quello che dirà il Tribunale . Credo che le battaglie si fanno un po’ alla volta: al momento di battaglie ne ho tante, c’è anche quella con la Rai sul Comitato etico ».  Il riferimento al Comitato etico non è casuale: la Rai ha aperto un procedimento disciplinare contro Ranucci , che potrebbe sfociare in provvedimenti che vanno dal semplice richiamo, alla sospensione, fino al licenziamento. In questo caso potrebbero entrare in campo, appunto, le risultanze dell’inchiesta del Comitato etico che finora non sono state utilizzate e sarebbe inevitabile un confronto con il giornalista. Ieri intanto Bompiani ha annunciato l’uscita del nuovo libro di Ranucci . E non sarà a quattro mani. La redazione invece ha anticipato alcune inchieste, alcune rimaste nel cassetto: dal business della casa di Giulietta a Verona , a un reportage su Gaza , dalla politica negazionista di Trump , alle classi differenziate proposte da Roberto Vannacci , fino al Mediocredito Centrale. L’inchiesta dei pm punta invece ad approfondimenti ulteriori. Valter Lavitola appare spesso preoccupato dall’eventualità di un cambio di conduzione a Report. Monitora gli alti e i bassi nel rapporto fra Sigfrido Ranucci e i vertici Rai e studia il metodo migliore per arginare i dubbi aziendali nei confronti dell’amico. Certo, in caso di avvicendamento, il progetto di una sponsorship politica del conduttore avrebbe perso quota, scrivevano i magistrati ai primi di agosto. Ma oggi, dopo aver acquisito nuove testimonianze, l ’Antimafia capitolina rilegge alcune circostanze sotto una nuova luce, quella di un interesse economico di «Valterino». Si vuole capire, insomma, se il frenetico Lavitola avesse qualche occulto interesse nel tacitare singole puntate della trasmissione. Una, tra tutte: l’approfondimento mai andato in onda su Banca Progetto . Sappiamo che al Cefalù bistrot il faccendiere incontrava manager e imprenditori, spesso presentandoli all’amico giornalista. Percepì mai favori in cambio di queste intermediazioni? L’inchiesta dovrà appurarlo.