Zampe robotiche, tentacoli di polpo sintetici, automi umanoidi, nuovi microchip e supercomputer, intelligenze artificiali e anche umane. Queste, ma anche molte altre curiosità animeranno il bus tecnologico del Corriere della Sera , una stanza delle meraviglie che per tre giorni sarà accessibile a tutti. Venerdì 11, sabato 12 e domenica 13 settembre, in occasione del festival Il tempo delle Donne , l’autobus del progetto di divulgazione della cultura digitale CampBus sarà posteggiato fuori dalla Triennale di Milano , rimanendo aperto a chiunque voglia farsi un tuffo nel futuro. Fra le tante tecnologie che si potranno scoprire a bordo dell’esposizione su ruote – e di cui parleremo fra poco (ma non troppo, no spoiler!) – una sarà la protagonista di un appuntamento speciale : venerdì 11, il primo giorno, si potrà vedere da vicino il robot Alter-Ego dell’Istituto italiano di Tecnologia (IIT), il primo umanoide che affianca il personale clinico nell’assistenza di pazienti affetti da Sclerosi laterale amiotrofica (SLA). Alto circa un metro e venti e capace di muoversi in maniera autonoma, il robot può accogliere i pazienti, fornire informazioni di base e accompagnarli attraverso la struttura. Durante la giornata saranno presenti anche i ricercatori dell’IIT : oltre a mostrare il funzionamento del robot, saranno pronti a rispondere a tutte le domande del pubblico. Fra i tanti gioiellini della tecnica, sempre per rimanere nell’ambito dell’Istituto italiano di tecnologia, ce ne saranno due che si ispirano all’anatomia animale : il primo è il braccio robotico di un polpo per la manipolazione in campo industriale. Dotato di ventose artificiali in silicone e di sensori tattili, il tentacolo sintetico è capace di percepire un oggetto, afferrarlo e spostarlo con grande cautela. Il secondo è una zampa di cane-robot , uno dei quattro arti ad azionamento idraulico di HyQReal, un automa che pesa 140 chili e vede il mondo attraverso la tecnologia LiDAR, impiegabile su terreni accidentati e in luoghi pericolosi. Le altre «attrazioni» dell’IIT sul bus tecnologico saranno il sequenziatore di Dna (uno strumento per la genetica molecolare avanzata) e materiali all’avanguardia come delle bioplastiche ottenute da scarti vegetali. C’è poi spazio per gli appassionati di gaming : una postazione pensata appositamente con mouse, tastiera, monitor e cuffie per un’esperienza immersiva. E, al centro, il Predator Orion 5000, il computer di Acer che grazie al processore Intel Core Ultra 7 permette prestazioni di gioco più fluidi, e grazie alle Gpu Geforce Rtx 5080 di Nvidia porta la grafica a una qualità superiore. Ma, sempre nel mondo gaming, anche i notebook Nitro V16 e Helios Neo 16, che introducono elementi della tecnologia AI Pc, offrendo un assistente personale a portata di schermo. Sempre fra gli strumenti utili per lo studio, anche Notebook LM . Presentato da Google nel 2024, utilizza un’intelligenza artificiale generativa che non crea ex novo dei contenuti, ma rielabora i testi e le fonti che le vengono consegnati – per permettere di studiare, riassumere e rielaborare informazioni più facilmente. A bordo del CampBus anche giochi interattivi, come quello sviluppato da Eni sul funzionamento di autentici portenti della tecnologia: i supercomputer . Macchine capaci di arrivare a due quintilioni di calcoli al secondo e che consentono di sviluppare nuovi farmaci, testare aerei prima di costruirli, fare previsioni climatiche, alimentare l’intelligenza artificiale. Il più grande supercomputer italiano si piazza al sesto posto della classifica mondiale, l’HPC7 di Eni. Assieme al gemello HPC6, si trova nel Green Data Center di Ferrera Erbognone. Ed è proprio il funzionamento di HPC6 che viene raccontato dal mini-sito « Nel cuore del supercomputer », una piattaforma interattiva che da un lato spiega il sistema di raffreddamento con un gioco (un labirinto di tubi da ricomporre), dall’altro sfida l’utente a elaborare dati come una di quelle potentissime macchine. Sul bus tecnologico, infine, anche la possibilità di conoscere qualcosa di più sul midollo osseo e sull’aiuto concreto che si può offrire per salvare delle vite. Il Centro nazionale trapianti sarà presente per spiegare che il midollo osseo non è quello spinale, che una donazione può essere decisiva nell’aiutare persone affette da leucemia e che il rendersi disponibili (con un prelievo di saliva) è già un atto di grande altruismo e generosità. La probabilità di chiamata è bassissima: la compatibilità di midollo è una su 100mila. E anche per questo preziosissima. L’evento di lancio del progetto CampBus si terrà alle ore 16.00 di domenica 13, quando – non molto lontano dal bus tecnologico, nella Sala d’onore della Triennale – si svolgerà il dibattito dal titolo «L’ho visto su Internet» : un cinque contro cinque fra studenti dei licei Natta e Parini di Milano sul tema della complessità di discernere il vero dal falso nell’epoca dell’intelligenza artificiale e delle fake news . All’evento parteciperanno, oltre ai responsabili del progetto CampBus, Federico Cella e Michela Rovelli, anche Massimo Polidoro , giornalista, scrittore e divulgatore scientifico, nonché co-fondatore del Cicap, il comitato italiano per il controllo delle affermazioni sulle pseudoscienze.
Robot, Ai e nuove tecnologie da provare: CampBus è aperto al pubblico alla Triennale di Milano da venerdì a domenica
Zampe robotiche, tentacoli di polpo sintetici, automi umanoidi, nuovi microchip e supercomputer, intelligenze artificiali e anche umane. Queste, ma anche molte altre curiosità animeranno il bus tecnologico del Corriere della Sera , una stanza delle meraviglie che per tre giorni sarà accessibile a tutti. Venerdì 11, sabato 12 e domenica 13 settembre, in occasione del festival Il tempo delle Donne , l’autobus del progetto di divulgazione della cultura digitale CampBus sarà posteggiato fuori dalla Triennale di Milano , rimanendo aperto a chiunque voglia farsi un tuffo nel futuro. Fra le tante tecnologie che si potranno scoprire a bordo dell’esposizione su ruote – e di cui parleremo fra poco (ma non troppo, no spoiler!) – una sarà la protagonista di un appuntamento speciale : venerdì 11, il primo giorno, si potrà vedere da vicino il robot Alter-Ego dell’Istituto italiano di Tecnologia (IIT), il primo umanoide che affianca il personale clinico nell’assistenza di pazienti affetti da Sclerosi laterale amiotrofica (SLA). Alto circa un metro e venti e capace di muoversi in maniera autonoma, il robot può accogliere i pazienti, fornire informazioni di base e accompagnarli attraverso la struttura. Durante la giornata saranno presenti anche i ricercatori dell’IIT : oltre a mostrare il funzionamento del robot, saranno pronti a rispondere a tutte le domande del pubblico. Fra i tanti gioiellini della tecnica, sempre per rimanere nell’ambito dell’Istituto italiano di tecnologia, ce ne saranno due che si ispirano all’anatomia animale : il primo è il braccio robotico di un polpo per la manipolazione in campo industriale. Dotato di ventose artificiali in silicone e di sensori tattili, il tentacolo sintetico è capace di percepire un oggetto, afferrarlo e spostarlo con grande cautela. Il secondo è una zampa di cane-robot , uno dei quattro arti ad azionamento idraulico di HyQReal, un automa che pesa 140 chili e vede il mondo attraverso la tecnologia LiDAR, impiegabile su terreni accidentati e in luoghi pericolosi. Le altre «attrazioni» dell’IIT sul bus tecnologico saranno il sequenziatore di Dna (uno strumento per la genetica molecolare avanzata) e materiali all’avanguardia come delle bioplastiche ottenute da scarti vegetali. C’è poi spazio per gli appassionati di gaming : una postazione pensata appositamente con mouse, tastiera, monitor e cuffie per un’esperienza immersiva. E, al centro, il Predator Orion 5000, il computer di Acer che grazie al processore Intel Core Ultra 7 permette prestazioni di gioco più fluidi, e grazie alle Gpu Geforce Rtx 5080 di Nvidia porta la grafica a una qualità superiore. Ma, sempre nel mondo gaming, anche i notebook Nitro V16 e Helios Neo 16, che introducono elementi della tecnologia AI Pc, offrendo un assistente personale a portata di schermo. Sempre fra gli strumenti utili per lo studio, anche Notebook LM . Presentato da Google nel 2024, utilizza un’intelligenza artificiale generativa che non crea ex novo dei contenuti, ma rielabora i testi e le fonti che le vengono consegnati – per permettere di studiare, riassumere e rielaborare informazioni più facilmente. A bordo del CampBus anche giochi interattivi, come quello sviluppato da Eni sul funzionamento di autentici portenti della tecnologia: i supercomputer . Macchine capaci di arrivare a due quintilioni di calcoli al secondo e che consentono di sviluppare nuovi farmaci, testare aerei prima di costruirli, fare previsioni climatiche, alimentare l’intelligenza artificiale. Il più grande supercomputer italiano si piazza al sesto posto della classifica mondiale, l’HPC7 di Eni. Assieme al gemello HPC6, si trova nel Green Data Center di Ferrera Erbognone. Ed è proprio il funzionamento di HPC6 che viene raccontato dal mini-sito « Nel cuore del supercomputer », una piattaforma interattiva che da un lato spiega il sistema di raffreddamento con un gioco (un labirinto di tubi da ricomporre), dall’altro sfida l’utente a elaborare dati come una di quelle potentissime macchine. Sul bus tecnologico, infine, anche la possibilità di conoscere qualcosa di più sul midollo osseo e sull’aiuto concreto che si può offrire per salvare delle vite. Il Centro nazionale trapianti sarà presente per spiegare che il midollo osseo non è quello spinale, che una donazione può essere decisiva nell’aiutare persone affette da leucemia e che il rendersi disponibili (con un prelievo di saliva) è già un atto di grande altruismo e generosità. La probabilità di chiamata è bassissima: la compatibilità di midollo è una su 100mila. E anche per questo preziosissima. L’evento di lancio del progetto CampBus si terrà alle ore 16.00 di domenica 13, quando – non molto lontano dal bus tecnologico, nella Sala d’onore della Triennale – si svolgerà il dibattito dal titolo «L’ho visto su Internet» : un cinque contro cinque fra studenti dei licei Natta e Parini di Milano sul tema della complessità di discernere il vero dal falso nell’epoca dell’intelligenza artificiale e delle fake news . All’evento parteciperanno, oltre ai responsabili del progetto CampBus, Federico Cella e Michela Rovelli, anche Massimo Polidoro , giornalista, scrittore e divulgatore scientifico, nonché co-fondatore del Cicap, il comitato italiano per il controllo delle affermazioni sulle pseudoscienze.

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