Di Sean Michieli già si sapeva tutto, purtroppo: nonostante due interventi chirurgici all’ospedale dell’Angelo di Mestre, era stato dichiarato morto a poco più di 36 ore dallo schianto tra il suo barchino e un taxi – avvenuto lo scorso 12 settembre alle 5.30 di mattina lungo il canale di Tessera – a causa dei gravissimi traumi alla testa e all’addome. Dalle autopsie eseguite ieri è emerso che anche Gabriella Elorriaga Querino , la 26enne moglie del giovane, è morta al momento dell’incidente nautico: quando è volata in acqua per il colpo, di fatto era già deceduta a causa dei violenti traumi riscontrati sul lato sinistro del corpo, perché evidentemente era seduta proprio nel punto in cui il barchino ha sbattuto. Nei suoi polmoni non è stato trovato nemmeno un goccio d’acqua, dunque anche se il tassista di 38 anni coinvolto nell’incidente, che subito ha puntato il faro in acqua per verificare se ci fossero altre persone, l’avesse trovata, non sarebbe cambiato nulla . Gabriella non respirava già più e il suo corpo è stato trovato dopo tre giorni all’altezza dell’isola di Tessera, dopo aver «navigato» per quasi due chilometri, peraltro in un buono stato dato che indossava molti vestiti, compatibili con l’uscita di coppia per pescare prima ancora dell’alba : pantaloni lunghi, stivali, guanti, passamontagna e un giubbotto sopra la canottiera e la maglietta. A disporre l’autopsia era stato il pm Daniela Moroni, titolare del fascicolo che vede indagato il tassista con l’accusa di duplice omicidio nautico e naufragio colposo . La procura ha nominato il medico legale Silvano Zancaner, che è stato affiancato dai colleghi Alessandra Rossi (indicato dagli avvocati Stefania Pattarello e Jacopo Molina per l’indagato), Gianni Barbuti (scelto da Augusto Palese, legale del titolare del taxi, che potrebbe essere chiamato come responsabile civile), Davide Roncali per la famiglia Michieli (avvocato Mariarosa Cozza) e Maria Elena Rigo per la famiglia Querino (avvocato Rosemary Patrizi Dos Anjos). Nel quesito, oltre alla causa di morte, sono stati disposti gli esami tossicologici nei confronti di entrambe le giovani vittime, per verificare se al momento dello schianto fossero sotto effetto di alcol o sostanze: per questo ieri sono stati anche prelevati dei liquidi biologici e i capelli . Sono inoltre in corso le analisi anche sul tassista, dopo che dalle prime effettuate poco dopo l’incidente sarebbero risultate tracce di alcol e droga: per il primo un quantitativo inferiore al tasso di 0,5 che vale per i guidatori comuni, ma occupandosi lui di trasporto di persone c’è la « tolleranza zero »; idem per le sostanze psicotrope. Il pm ha anche chiesto, ma solo per prassi, di verificare la bontà delle cure da parte dei sanitari dell’Angelo nei confronti del 25enne. Giovedì invece ci sarà l’incarico sulla dinamica del sinistro. Il tassista ha raccontato che il barchino è spuntato molto veloce dal lato destro e ha toccato appena il suo mezzo, per cui una delle ipotesi difensive è che poi si sia schiantato su una briccola. Sarà da valutare anche la velocità del taxi, che stava portando due clienti in aeroporto. Intanto l’avvocato Palese, per conto del titolare del taxi, nega che la recente richiesta di cessione della licenza sia legata all’incidente: «Aveva già deciso di dimettersi in quanto riteneva che il servizio pubblico non di linea a Venezia non fosse valorizzato come merita – afferma – per questo da tempo aveva deciso di trasferire la licenza e cambiare mestiere ». Tutto questo, poi, non comprometterebbe i risarcimenti alle parti offese: «Il mezzo è coperto da assicurazione obbligatoria , per cui spetterà alle compagnie assicurative interessate gestire tutti i profili risarcitori del caso ai sensi delle norme».
Sposi morti in laguna, l'autopsia su Gabriella: «Ferite fatali, quando è finita in acqua non respirava più»
Di Sean Michieli già si sapeva tutto, purtroppo: nonostante due interventi chirurgici all’ospedale dell’Angelo di Mestre, era stato dichiarato morto a poco più di 36 ore dallo schianto tra il suo barchino e un taxi – avvenuto lo scorso 12 settembre alle 5.30 di mattina lungo il canale di Tessera – a causa dei gravissimi traumi alla testa e all’addome. Dalle autopsie eseguite ieri è emerso che anche Gabriella Elorriaga Querino , la 26enne moglie del giovane, è morta al momento dell’incidente nautico: quando è volata in acqua per il colpo, di fatto era già deceduta a causa dei violenti traumi riscontrati sul lato sinistro del corpo, perché evidentemente era seduta proprio nel punto in cui il barchino ha sbattuto. Nei suoi polmoni non è stato trovato nemmeno un goccio d’acqua, dunque anche se il tassista di 38 anni coinvolto nell’incidente, che subito ha puntato il faro in acqua per verificare se ci fossero altre persone, l’avesse trovata, non sarebbe cambiato nulla . Gabriella non respirava già più e il suo corpo è stato trovato dopo tre giorni all’altezza dell’isola di Tessera, dopo aver «navigato» per quasi due chilometri, peraltro in un buono stato dato che indossava molti vestiti, compatibili con l’uscita di coppia per pescare prima ancora dell’alba : pantaloni lunghi, stivali, guanti, passamontagna e un giubbotto sopra la canottiera e la maglietta. A disporre l’autopsia era stato il pm Daniela Moroni, titolare del fascicolo che vede indagato il tassista con l’accusa di duplice omicidio nautico e naufragio colposo . La procura ha nominato il medico legale Silvano Zancaner, che è stato affiancato dai colleghi Alessandra Rossi (indicato dagli avvocati Stefania Pattarello e Jacopo Molina per l’indagato), Gianni Barbuti (scelto da Augusto Palese, legale del titolare del taxi, che potrebbe essere chiamato come responsabile civile), Davide Roncali per la famiglia Michieli (avvocato Mariarosa Cozza) e Maria Elena Rigo per la famiglia Querino (avvocato Rosemary Patrizi Dos Anjos). Nel quesito, oltre alla causa di morte, sono stati disposti gli esami tossicologici nei confronti di entrambe le giovani vittime, per verificare se al momento dello schianto fossero sotto effetto di alcol o sostanze: per questo ieri sono stati anche prelevati dei liquidi biologici e i capelli . Sono inoltre in corso le analisi anche sul tassista, dopo che dalle prime effettuate poco dopo l’incidente sarebbero risultate tracce di alcol e droga: per il primo un quantitativo inferiore al tasso di 0,5 che vale per i guidatori comuni, ma occupandosi lui di trasporto di persone c’è la « tolleranza zero »; idem per le sostanze psicotrope. Il pm ha anche chiesto, ma solo per prassi, di verificare la bontà delle cure da parte dei sanitari dell’Angelo nei confronti del 25enne. Giovedì invece ci sarà l’incarico sulla dinamica del sinistro. Il tassista ha raccontato che il barchino è spuntato molto veloce dal lato destro e ha toccato appena il suo mezzo, per cui una delle ipotesi difensive è che poi si sia schiantato su una briccola. Sarà da valutare anche la velocità del taxi, che stava portando due clienti in aeroporto. Intanto l’avvocato Palese, per conto del titolare del taxi, nega che la recente richiesta di cessione della licenza sia legata all’incidente: «Aveva già deciso di dimettersi in quanto riteneva che il servizio pubblico non di linea a Venezia non fosse valorizzato come merita – afferma – per questo da tempo aveva deciso di trasferire la licenza e cambiare mestiere ». Tutto questo, poi, non comprometterebbe i risarcimenti alle parti offese: «Il mezzo è coperto da assicurazione obbligatoria , per cui spetterà alle compagnie assicurative interessate gestire tutti i profili risarcitori del caso ai sensi delle norme».

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