NEW YORK «Voglio farti un regalo, America». Ben il patriota chiama a raccolta il popolo e tutti i suoi talenti: domenica nella finale dell’Open Usa sfiderà il top player che quest’anno, tranne in Australia, le ha centrate tutte. Shelton contro la Germania di Sascha Zverev (re di Parigi, sconfitto in finale a Wimbledon da Sinner) è l’ultimo atto di uno Slam che rispedisce al mittente il russo Khachanov (6-3, 7-6, 7-6 annullandogli due set point nel terzo) e l’altro americano, Frances Tiafoe, l’amico di una vita che s’inchina a Ben con un doppio fallo (ma un doppio fallo era costato a Shelton il primo set: 4-6, 6-3, 6-3, 7-5). New York è contenta: un padrone di casa torna in finale due anni dopo Taylor Fritz, che si inchinò a Jannik Sinner. E da lassù approva anche Arthur Ashe, il grande del passato a cui lo stadio del tennis più capiente del mondo è dedicato. Era dal ‘72 che un tennista di colore non lottava per la coppa di Flushing . Semifinali come da pronostico, finale tutta da indovinare. “Non ho mai battuto Zverev ma l’idea non mi spaventa” dice Shelton. Ha ragione: prima del quarto di finale concluso alle 3.33 del mattino non aveva mai battuto nemmeno Alcaraz. C’è sempre una prima volta. «Sono qui per spingermi oltre tutti i miei limiti» . Ben è il bravo ragazzo che ricorda la nonna scomparsa recentemente, madre del padre Bryan, l’ex professionista che lo allena. Ben è il giovane che più è cresciuto quest’anno: il risultato di New York lo proietta al numero 4 del ranking mondiale. È nata una stella , comunque finisca domenica. La restaurazione di Zverev, che qui era già stato finalista nell’anno del Covid (sconfitto in una drammatica partita da Thiem) contro il tentativo di rivoluzione di Shelton, che vorrebbe far garrire il bandierone a stelle e strisce su Flushing per la prima volta dal 2003 (Andy Roddick). Se crede in se stesso, se riuscirà a surfare sul tifo di ventimila persone, se continuerà a sparare bordate con il servizio mancino (ieri contro Tiafoe la sua palla ha viaggiato a 254 km all’ora, record) e se Zverev sarà falloso e sulla difensiva come con Khachanov, Ben Shelton a 23 anni sarà il nuovo campione dell’Open Usa. Dei del tennis permettendo.
Us Open, Shelton il patriota alla conquista di New York: è in finale contro Zverev
NEW YORK «Voglio farti un regalo, America». Ben il patriota chiama a raccolta il popolo e tutti i suoi talenti: domenica nella finale dell’Open Usa sfiderà il top player che quest’anno, tranne in Australia, le ha centrate tutte. Shelton contro la Germania di Sascha Zverev (re di Parigi, sconfitto in finale a Wimbledon da Sinner) è l’ultimo atto di uno Slam che rispedisce al mittente il russo Khachanov (6-3, 7-6, 7-6 annullandogli due set point nel terzo) e l’altro americano, Frances Tiafoe, l’amico di una vita che s’inchina a Ben con un doppio fallo (ma un doppio fallo era costato a Shelton il primo set: 4-6, 6-3, 6-3, 7-5). New York è contenta: un padrone di casa torna in finale due anni dopo Taylor Fritz, che si inchinò a Jannik Sinner. E da lassù approva anche Arthur Ashe, il grande del passato a cui lo stadio del tennis più capiente del mondo è dedicato. Era dal ‘72 che un tennista di colore non lottava per la coppa di Flushing . Semifinali come da pronostico, finale tutta da indovinare. “Non ho mai battuto Zverev ma l’idea non mi spaventa” dice Shelton. Ha ragione: prima del quarto di finale concluso alle 3.33 del mattino non aveva mai battuto nemmeno Alcaraz. C’è sempre una prima volta. «Sono qui per spingermi oltre tutti i miei limiti» . Ben è il bravo ragazzo che ricorda la nonna scomparsa recentemente, madre del padre Bryan, l’ex professionista che lo allena. Ben è il giovane che più è cresciuto quest’anno: il risultato di New York lo proietta al numero 4 del ranking mondiale. È nata una stella , comunque finisca domenica. La restaurazione di Zverev, che qui era già stato finalista nell’anno del Covid (sconfitto in una drammatica partita da Thiem) contro il tentativo di rivoluzione di Shelton, che vorrebbe far garrire il bandierone a stelle e strisce su Flushing per la prima volta dal 2003 (Andy Roddick). Se crede in se stesso, se riuscirà a surfare sul tifo di ventimila persone, se continuerà a sparare bordate con il servizio mancino (ieri contro Tiafoe la sua palla ha viaggiato a 254 km all’ora, record) e se Zverev sarà falloso e sulla difensiva come con Khachanov, Ben Shelton a 23 anni sarà il nuovo campione dell’Open Usa. Dei del tennis permettendo.

SOURCE TRANSPARENCY