Dalla nostra inviata Frombork-Braniewo (Polonia) - Vista da qui la Russia è una distesa verde di pini sulle acque del Baltico, le stesse dove la Vistola conclude il viaggio attraverso la Polonia e affida al mare l’anima della nazione. Il cielo è quello dell’astronomo Copernico che rimise il sole al centro e riposa nell’austera cattedrale di mattoni rossi, lo stesso del filosofo Immanuel Kant che da queste terre impregnate di nebbia cercò le stelle, un ordine morale e la via alla pace perpetua tra i popoli. Oggi, a un passo, c’è l’avamposto nucleare di Mosca , il quartier generale della flotta baltica russa che ha preso il posto della regia marina prussiana, Kaliningrad. L’Europa finisce qui. Rombo di jet in lontananza, le voci dei bambini e il karaoke della sera. Frombork d’estate è un posto per famiglie e appassionati di birdwatching , porta d’ingresso ai grandi laghi della Varmia-Masuria. Prima del 24 febbraio 2022, inizio dell’invasione su larga scala dell’Ucraina, era una frontiera movimentata. Traffico quotidiano di genti vicine che sconfinavano per procurarsi merci a buon mercato: i russi i prodotti dei supermercati europei e i polacchi soprattutto alcol, benzina e sigarette. Ora mute bandiere della Ue stanno a guardia del posto di frontiera chiuso di Gronowo, nella contea di Braniewo appena sorvolata dall’elicottero russo. Dal pontile di Frombork pare di toccarla, Kaliningrad, l’exclave incuneata tra Polonia e Lituania, per Mosca irrinunciabile porto sul mare dove Europa e Russia si guardano a vista tra navi fantasma, sabotaggi e operazioni d’intelligence e dove sia russi che ucraini studiano per grano e fertilizzanti rotte alternative a quelle del Mar Nero. Il Baltico bagna nove Paesi e con l’ingresso di Finlandia e Svezia nell’Alleanza atlantica per Putin si è trasformato in un incubo, un mare interno alla Nato. Avvertimenti, diversivi.  Già nel 2018 Mosca faceva sapere di avere pronti su queste sponde sistemi missilistici balistici Iskander capaci di portare testate nucleari tattiche fino a 500 chilometri. In linea d’aria per Parigi e Londra i chilometri sono 1.400, per Berlino 530, Varsavia 280. Nella fredda calma che ricopre laguna, paludi, sentieri nei boschi e villaggi addormentati scende verso sud il confine più militarizzato del continente , supera l’incrocio con la frontiera lituana, fiancheggia lo strategico corridoio di Suwałki verso la Bielorussia dove russi e bielorussi hanno impegnato novemila soldati nelle esercitazioni di metà settembre e giù a precipizio fino ai Carpazi e al limite sud-orientale con l’Ucraina bersagliato da continue provocazioni.  «L’escalation delle azioni russe è realtà — dice da Varsavia il primo ministro Donald Tusk —. Sappiamo che Putin sta preparando qualcosa ». Per conto loro i polacchi preparano lo Scudo Orientale che entro il 2028 dovrà dare al fianco est Nato-europeo la più grande opera di ammodernamento difensivo dal 1945. Manovre in vista dei nuovi equilibri nella difesa comune ma anche delle elezioni nazionali del 2027. Ottocento chilometri di sistemi di sorveglianza e fortificazioni , piano iniziale da due miliardi di euro. Ostacoli fisici come nelle vecchie guerre e nuove tecnologie per rispondere ad attacchi di natura ibrida: fossati, bunker, barriere di cemento e acciaio, torrette d’osservazione, interventi infrastrutturali su ponti, ospedali e strade per rendere fluidi gli spostamenti delle forze di difesa e rallentare eventuali mezzi pesanti nemici. Nel progetto pure campi minati. Dalla Convenzione di Ottawa contro le mine antiuomo del 1997 Varsavia è uscita all’inizio di quest’anno.